Accogliamo con grande interesse la mozione PER UN PROGRAMMA DI RILANCIO DELLA ASST MELEGNANO E MARTESANA E PER LA REALIZZAZIONE DI UN OSPEDALE DI PRIMO LIVELLO NELL’ADDA-MARTESANA
Da anni Vivere e Adesso ci sentiamo fortemente coinvolti sul tema della difesa e del rilancio della sanità pubblica. La lista di Adesso era nata con l’obiettivo di mettere al centro del proprio agire il tema della cura in senso ampio, grazie alla partecipazione di persone che a vario titolo, e con mansioni diverse si occupano di cura: educatori, educatrici, assistenti sociali, medici, infermieri, tecnici di laboratorio ecc.
Questo per rimarcare che per noi è un tema centrale del futuro, e siamo convinti che la situazione della ASST Melegnano-Martesana richiede una risposta politica condivisa e più ampia possibile e il gruppo sostiene l’impianto generale del documento.
Ci piacerebbe che la discussione e l’approvazione della mozione sia anche un momento produttivo di scambio e ragionamento sul tema del rafforzamento della medicina territoriale — ringrazio i primi firmatari per aver accolto la nostra proposta di modifica che sostituiva “presidi” con “servizi sanitari”, dando un senso più ampio e più corretto, perché include Medici di Medicina Generale, Case di Comunità, Assistenza Domiciliare Integrata, Infermieri di comunità e telemedicina, Gestione delle cronicità sul territorio.
E proprio per questa convinzione generale, noi ci auguriamo che questa mozione sia l’occasione per andare oltre alla semplice votazione di una mozione importante e necessaria. Una mozione che vada oltre alla propria formalità.
Rilancio
Tutti sappiamo e siamo convinti della fragilità del sistema sanitario pubblico della nostra zona, che spesso stride con la professionalità e la tenacia del personale sanitario, che quotidianamente si batte e lavora con grande serietà, empatia e umanità. Siamo consapevoli dell’urgenza di potenziarlo: l’alternativa al potenziamento della sanità pubblica nell’area Martesana non è il mantenimento dello status quo, ma l’avanzata ulteriore della sanità privata convenzionata. L’area è già oggi circondata da strutture private di eccellenza che operano su prestazioni programmate e specialistiche, selezionando implicitamente un’utenza solvente.
Una sanità pubblica debole in un’area di oltre 350.000 abitanti produrrebbe una sanità a due velocità ancora più marcata: chi può si rivolge al privato per le prestazioni programmate, mentre le emergenze si concentrano su pochi ospedali pubblici sovraccarichi con esiti peggiori per tutti.
Dal nostro punto di vista ci sono alcune cose che possiamo fare come Comune:
- migliorare l’accessibilità all’Ospedale Uboldo: la situazione viabilistica di quella via è disordinata e confusa, andrebbe fatto un ragionamento anche su una chiara segnaletica e il tema dei parcheggi;
- elaborare una proposta concreta per individuare spazi da mettere a disposizione per nuovi medici di medicina generale magari con affitti ridotti così da essere attrattivi;
- favorire la presenza di un’assistente sociale, ad esempio nei locali del pronto soccorso.
Strategia
Procedere per priorità: io sono convinto che la creazione di un ospedale unico possa essere veramente un progetto di alto respiro, necessario e strategicamente vitale per il riaffermarsi della sanità pubblica. Se abbiamo la capacità e forza come zona della Martesana di affermarlo, deve essere prioritario rispetto all’ubicazione. Dobbiamo essere forti e coesi come zona, superare anche le “rivalità” territoriali. Per ora la priorità è che venga messo in campo realmente il progetto e non tanto dove, in quale comune. Proviamo a fare un salto di qualità.
La scelta della sede di un ospedale di primo livello è una decisione tecnica e pianificatoria complessa, che deve tenere conto di numerosi fattori: accessibilità stradale e connessioni con la rete di trasporto pubblico (MM2, tangenziali), distribuzione geografica della popolazione nel bacino di 350.000 abitanti, disponibilità di aree e fattibilità urbanistica.
Lavoriamo come corpo unito: io credo che possa essere una strategia premiante per un progetto che sappiamo grande, di non rapida e scontata esecuzione.
Inoltre vorrei lanciare una proposta: utilizziamo la Commissione Servizi Sociali per mantenere la questione calda, con aggiornamenti sulla mozione, pensando anche ad audizioni specifiche sulla questione.