Rispetto al mio intervento cerco di partire da alcune premesse:
1) La delibera ha avuto un corso accidentale, comparsa, scomparsa, modificata, annunciata ecc. La richiesta mi sembra sia da lettura della delibera di agosto, siamo arrivati a discuterne a febbraio, diciamo che qualcosa non ha funzionato. E questo non aver mai detto in modo chiaro la complessità della situazione e anche le criticità sicuramente non ha facilitato la comprensione prima di tutto ai consiglieri (che ricordiamo voteranno e si prenderanno la responsabilità) e poi ai cittadini….
2) Le puntuali considerazioni fatte dai miei colleghi Forlani e Pezzoni che entrano nello specifico della questione tecnica e urbanistica le condivido totalmente.
3) La terza premessa a cui tengo particolarmente: io ho un enorme rispetto per il personale docente e i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Campanella. Li conosco e conosco la serietà del loro lavoro e soprattutto ho colto il fatto che negli anni hanno riempito un vuoto, hanno lavorato con quei ragazzi che le scuole statali non sono state in grado di accogliere e ascoltare sempre, a questo va dato un grande merito.
Fatte queste tre premesse, provo ad analizzare due tre punti della convenzione che faccio proprio fatica ad accettare:
Art 4 comma 1 – SERVIZI DI CONTRASTO ALLA DISPERSIONE SCOLASTICA
Su formale richiesta dell’Amministrazione comunale, l’Istituto di Istruzione Superiore “Campanella” si impegna a progettare e realizzare, corsi di supporto e potenziamento della didattica (…) e saranno caratterizzati da costi sostenibili per la cittadinanza.
Per i residenti di Cernusco sul Naviglio con ISEE inferiore ad € 25.000,00 l’Istituto si impegna ad applicare uno sconto del 50% sulle rette.
Secondo me la direzione è totalmente sbagliata.
Si istituisce un servizio per combattere la dispersione scolastica sul nostro territorio… come? A pagamento. Questo per me è il primo elemento che faccio fatica ad accettare: si parla di fragilità, di servizi sociali, di lotta contro la dispersione e poi si crea un servizio a pagamento. La mia ragione va in tilt: non si è riusciti neanche a immaginare la gratuità per un servizio di quel genere.
Faccio fatica a capire il senso: noi facciamo una convenzione che deve facilitare o sanare la presenza di un Istituto paritario sul nostro territorio pensando che i benefit al comune e alla popolazione siano quello di istituire dei corsi a pagamento per i ragazzi delle superiori… dove sta il vantaggio per noi comune? Io non lo trovo.
Se vogliamo lavorare sulla dispersione scolastica, da parte nostra c’è totale collaborazione, lavorando e fortificando i servizi che esistono, possiamo creare anche di nuovi, ci sono tantissime strade.
La convenzione dura 20 anni (10 più 10): è incredibile come neanche alcuni servizi educativi comunali abbiano quella durata, forse c’è il rischio di fare un po’ di confusione tra istituire dei servizi per ragazzi e risolvere questioni urbanistiche.
Art 4 comma 2 – MESSA A DISPOSIZIONE DI SPAZI PER ATTIVITÀ DI INTERESSE PUBBLICO A RICHIESTA DEL COMUNE
Anche su questo: quante volte? Non è regolamentato, è vago.
Per queste ragioni e per altre io mi sento molto in difficoltà a esprimere un voto rispetto a quanto portato.