PALESTINA: SITUAZIONE DRAMMATICA

Un appello affinché tacciano subito le armi

Di seguito potete trovare l’intervento di Vivere Cernusco in merito all’ordine del giorno presentato dalla consigliera Zecchini sulla drammatica situazione in Palestina. 
L’ordine del giorno è stato approvato a larga maggioranza, anche con il nostro voto favorevole, dopo che erano state accettate alcune modifiche sostanziali che andavano nella direzione da noi auspicata: quella di condannare la violenza contro i civili, compresa quella di Hamas, che nel testo iniziale non era esplicitata, e di trasformare titolo e richiesta finale in un appello affinché tacciano subito le armi e il nostro Paese, con l’Europa tutta, si attivi per far partire una trattativa di pace.
Come dimostra l’impegno di tante persone vicine al nostro movimento, che da anni si recano come volontari in quella terra martoriata per supportare realtà che operano per il dialogo, noi saremo sempre a fianco di chi vuole costruire ponti, non di chi erige muri.
 

La discussione su un tema complesso e articolato come il conflitto tra Palestina e Israele non è semplice, e forse dobbiamo adottare uno sguardo, oggi più che mai aperto e oggettivo, per analizzare i fatti e elaborare considerazioni. Dovremmo essere leggeri, delicati, perché la materia di cui trattiamo è rovente, di non semplice “trattazione”. Partiamo dalla considerazione che in questo momento l’approccio che ci sentiamo di privilegiare è quello del “disarmo”, senza entrare nelle ragioni e nei torti, provare a sperimentare un approccio senza verità da sbandierare, ma con la convinzione che il dolore e la sofferenza debbano essere le uniche direttrici che dettano le nostre analisi e le uniche da evitare.

Potremo discutere in questo momento, a distanza, della radicalità di Hamas o del fanatismo di Netanyauh, ma davanti a più di 10.000 morti tra massacri terroristici e vittime di bombardamenti a tappeto, non ce la sentiamo. Ci sentiamo dalla nostra distanza di chiedere che l’Italia e l’Europa si impegnino per un cessate il fuoco immediato, e per avere un ruolo, troppo spesso assente, di mediazione reale.  

Pensiamo che forse non sia una mozione precostituita lo strumento adeguato per questa aula e per questo momento storico… Forse sarebbe stato opportuno un momento preliminare di discussione che potesse far emergere una posizione comune di tutti, una richiesta immediata di cessate il fuoco, scansando per un momento, ragioni, torti, rabbie, vendette e tutto quel corollario di fatica che quel conflitto porta da anni….  Sarebbe bastata una mozione con semplici parole: fermiamoci, fermiamo le armi.
Fermiamo la violenza, costruiamo il dialogo.

Conosciamo bene le radici  di questo conflitto- che ha ripreso vigore dopo la strage compiuta da Hamas e la violenza folle del governo estremista  di Netanyahu, con il rischio di estensione per un’area più grande – e proprio perché conosciamo bene queste radici, dobbiamo evitare che odio, violenza e sopraffazioni siano le uniche parole dominatrici della scena.

Per quanto riguarda  noi, come gruppo sempre attento alle dinamiche territoriali, e su cosa nella prassi si possa fare realmente, siamo convinti che a fianco della grande diplomazia , debba coesistere e convivere  una diplomazia dal basso, fatta di relazioni vere e autentiche tra popoli. In questi anni tanti sono stati i cernuschesi e le cernuschesi (tra cui molti militanti di Vivere) che si sono recati in Palestina e Israele per la raccolta delle olive, ma soprattutto per conoscere e incontrare le varie realtà che operano per un dialogo e una convivenza possibile.

Sarebbe bello che si desse voce e seguito a queste esperienze, che la stessa amministrazione possa, attraverso la delega alla cooperazione, sostenerle, farle conoscere e vivere. Rilanciamo i progetti di cooperazione, seppur piccoli che un’amministrazione può fare, ma rilanciamoli… perché quello è il futuro per costruire ponti di pace perché oggi più che mai è importante sensibilizzare anche i nostri giovani a riguardo, perché non accada mai più, perché non si resti impassibili davanti a tutto ciò.

Per tutti queste ragioni ci sentiamo di lanciare un invito a tutte le forze politiche di trasformare questa mozione, tutti assieme, in un accorato appello al Cessate fuoco, un appello affinché riparta il dialogo. …è utopico ma ce n’è un grande bisogno.”

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