La mattina del 27 febbraio 2020, all’interno di uno degli appartamenti delle case ALER di via Don Sturzo (civico 11/E), si è sviluppato un grave incendio, a seguito del quale hanno perso la vita due donne, madre e figlia. Come riportato nel comunicato stampa del Comune di Cernusco sul Naviglio, nelle ore immediatamente successive all’incidente, dei 16 appartamenti della scala, “dopo le verifiche dei Vigili del Fuoco, dei tecnici dell’Aler e di quelli comunali, tre sono stati dichiarati non agibili: quello interessato dall’incendio, che al momento è sottoposto a sequestro per l’indagine in corso da parte delle autorità competenti che dovrà chiarire le dinamiche di quanto accaduto, e i due rispettivamente sopra e sotto di esso”.
Il 26 febbraio 2024, sempre alle case ALER, un altro incendio ha distrutto un appartamento al sesto piano del civico 16/L, questa volta fortunatamente senza danni alle persone. Il Comune di Cernusco sul Naviglio, attraverso i propri canali social, comunicava che erano già “in corso le interlocuzioni tra Aler e i Servizi Sociali del Comune per individuare un alloggio per il nucleo familiare che risiede nell’appartamento danneggiato, che a causa dei gravi danni riportati resterà inagibile per diverse settimane. Il Sindaco e la Giunta stanno seguendo da vicino e con attenzione la situazione”.
Nonostante siano trascorsi rispettivamente 5 anni e un anno e mezzo dall’accaduto, ad oggi la situazione degli appartamenti coinvolti dagli incendi è ancora lontana dall’essere risolta. Il caso che al momento pare essere più grave, considerata anche la dimensione dell’incendio e il tempo trascorso dall’incidente, è quello degli appartamenti del civico 11/E: a causa dell’assenza di finestre o altre protezioni, i locali sono completamente esposti alle intemperie e da tempo sono stati occupati da una colonia di piccioni, che hanno ricoperto balconi e interni di guano e piume.
Pur consapevoli che l’intervento sugli alloggi di via Don Sturzo sia di competenza dell’ALER, proprietaria degli immobili ERP, di fronte all’aggravamento della situazione e all’ingiustificato ritardo dell’azienda, dobbiamo interrogarci sui possibili margini di intervento dell’Amministrazione comunale a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini residenti in quello stabile.
Come noto, l’art. 50, comma 5 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D.Lgs. 267/220 – TUEL), prevede che “in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale”, il sindaco, “quale rappresentante della comunità locale”, possa emanare ordinanze contingibili e urgenti. Le medesime ordinanze possono essere “adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana”.
In altri termini, la Sindaca di Cernusco, considerato l’aggravamento della situazione, ormai sfociata in emergenza sanitaria, qualora l’intervento di ALER tardasse ancora ad arrivare, potrebbe emettere un’ordinanza che imponga all’azienda un obbligo di eliminazione della situazione di grave incuria e degrado, prevedendo, in caso di inerzia, la diretta messa in sicurezza degli appartamenti da parte del Comune, con possibilità di rivalsa nei confronti di ALER per recuperare i costi sostenuti.
Tale situazione di estrema gravità, è utile ricordarlo, si somma ad ulteriori problematiche che ALER non sta assolutamente gestendo e che invece avrebbero bisogno di un presidio assiduo e costante da parte delle istituzioni, per evitare che la complessità delle questioni presenti si trasformi in condizione cronica o addirittura irrecuperabile. A titolo esemplificativo e non esaustivo:
numero elevato di appartamenti sfitti, ancora da ristrutturare e assegnare;
danni alle strutture (porte rotte, perdite d’acqua, muri scrostati, strade dissestate), che necessitano di manutenzioni periodiche e interventi tempestivi;
presenza di rifiuti ingombranti e di veicoli abbandonati nelle aree comuni e sulle strade;
totale assenza di rastrelliere per biciclette;
carenza di panchine e cestini negli spazi comuni;
scarsa illuminazione.
Tutto ciò ha evidenti ricadute sulla percezione delle istituzioni da parte dei cittadini residenti nel quartiere, che va dalla totale sfiducia alla sensazione di abbandono, a cui fa da contraltare la richiesta di una maggiore presenza e di presa in carico dei problemi. Purtroppo, però, le risposte tardano ad arrivare e l’intervento delle istituzioni diminuisce, piuttosto che aumentare, come nel caso della prolungata chiusura del CAG Labirinto, che dopo la pausa estiva ha cambiato improvvisamente gestione e ad oggi non risulta ancora in funzione.
Ciò premesso, con la presente chiediamo alla Sindaca:
se l’Amministrazione comunale ha avuto o ha in corso interlocuzioni con ALER per sollecitare la messa in sicurezza e il recupero degli appartamenti distrutti dagli incendi;
in caso di persistente inerzia di ALER, se è intenzione della Sindaca intervenire con un’ordinanza contingibile e urgente per porre fine all’emergenza sanitaria in corso;
se sono in corso interlocuzioni con ALER per risolvere le ulteriori problematiche elencate.